fra(m)menti

Il risveglio

Feb
11

  Ed eccolo lì, sveglio. O quasi. Si guarda intorno e cerca di ricordare, un po’ dove si trova ed un po’ cosa è successo.  Si stiracchia, stende i muscoli provando a riesumare ogni fibra del suo corpo come ogni buon essere umano usa fare inconsciamente ogni mattina. Forse è un gesto che i nostri avi, circa milioni e milioni di anni fa, usavano fare al mattino per ricordare alla tribù chi fosse il capo, chi comandava. Nel caso di Mr. Pig però ( lo chiameremo Mr. Pig più per un fatto di comodità che per il significato stesso ) strozzato. Fermato dal contatto con un altro corpo sdraiato lì accanto a lui. Un corpo che non sa a chi appartiene. Sarà uomo? Donna? Terrestre? Ma intanto è lì, sdraiato su un fianco dandogli le spalle con le coperte che, adagiate su di esso, mostrano una forma gentile e sinuosa. Da sotto le coperte, tra la piega ed il cuscino, per quel poco che fuoriesce, s’intravede una chioma rossiccia e riccia ed un odore strano, tra il dolce e l’acido del sudore, aroma di sesso trapela dalle fessure.

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Il neurone

Feb
11

  Mr. Pig prende il balzo, si aiuta con la ormai lenta rete del suo letto da una piazza e mezzo ed in uno scricchiolio di molle si mette in piedi. Fuori la temperatura non è tanto fredda e, ricordandosi dell’attimo di freddo preso prima nello scoprirsi pensa che forse sono state le coperte a muovere l’aria ed a fargli dimenticare cosa potesse fare lì in quel momento, in quell’attimo di tempo tra i tempi.

La corsa è molto veloce, per quanto possa essere veloce una corsa di una persona appena sveglia che inizia a fare i conti con la sbronza della sera prima. Perché sì, Mr. Pig comincia a ricordare, lentamente. Ed eccolo lì, il primo ricordo di bicchieri alzati poco più su la propria testa e colori, odori e suoni cominciano a mischiarsi come i cocktail della sera prima.

Ma non c’è tempo, non né è rimasto molto!

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